Pace: “Lavori in corso” Intervista a Italo Cassa de La Scuola di Pace

La guerra e la violenza sono espressioni dell’oscurità umana. Parlando dei conflitti si rischia spesso di entrare in discussioni accese e perdere di vista le vittime. Si parla poco di chi si adopera per promuovere la pace, ancora meno delle azioni che possiamo fare singolarmente a suo favore. Per questo abbiamo deciso di dedicare una sezione ai dialoghi di pace. Oggi parliamo con “Capitan Gioia” Italo Cassa, fondatore e animatore della Scuola di Pace.

Com’è nata l’idea della Scuola di Pace? Perché hai avvertito l’esigenza di crearla?

La Scuola di Pace è stata fondata il 1° Settembre 2006 a Roma, ma le sue attività sono il frutto di un lavoro iniziato nel lontano 1987 con l’associazione “L’Isola di Peter Pan”.
Il suo principio fondatore è la convinzione che la guerra non risolve mai i problemi che l’hanno generata, ma che li aggravi sempre più.
Guerra e Pace fanno parte della Storia dell’Umanità da sempre. Tutti i popoli ricercano la Pace, perché in tempo di Pace si possono fare tante cose belle che in tempo di guerra sono impossibili.
La PACE si costruisce prima di tutto attraverso la PREVENZIONE, ossia disinnescando i motivi dei conflitti, realizzando condizioni di ARMONIA e GIUSTIZIA, perché senza i DIRITTI non c’è mai VERA PACE.
Per questo abbiamo voluto realizzare una “Scuola di Pace”, per lavorare sulla CULTURA DELLA PACE e realizzare così gli anticorpi necessari a prevenire ogni forma di guerra. Realizzare la Pace non è soltanto una “assenza di guerra”, ma un modo armonico di essere in cui è il “venirsi incontro” determina una nuova qualità nei rapporti umani.

In pratica cosa fate per attivare questi “anticorpi”?

Il nostro lavoro è rivolto principalmente ai bambini, per prima cosa per difendere i loro diritti perché altrimenti sarebbero assolutamente indifesi rispetto alla violenza che la società dei grandi esercita nei loro confronti, in tempo di “pace” e particolarmente quando si verifica una guerra. Poi perché i bambini sono il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro. L’essere “bambini” è uno stato particolare del nostro essere “umani” che non ha nulla a che vedere con il resto della nostra esistenza da adulti. E’ uno “stato di grazia” che va salvaguardato e protetto perché i bambini nel loro sorriso conservano il “sorriso di Dio” . Se questo sorriso si perde tutta l’umanità rischia l’estinzione.
Lavorare con i bambini sui temi della Pace è quindi dare ma anche ricevere da loro un messaggio che, specialmente attraverso il “linguaggio non verbale” dell’arte dei bambini, può dare delle indicazioni importantissime al nostro Mondo, creando così gli “anticorpi alla guerra” di cui parlavo prima.
In condizioni di guerra il nostro intervento è stato e sarà quello di favorire, attraverso la solidarietà e il gioco, un ritorno alla condizione precedente di “grazia” disturbata nei bambini dalle gravissime e infinite ripercussioni della guerra (morte, ferite, separazioni, assenza di qualità della vita, ecc.). Se un bambino piange è tutta l’umanità a piangere con lui, diversamente se un bambino sorride è tutto il Mondo a sorridere con lui!

Come rispondono i bambini e gli insegnanti al vostro progetto?

I bambini e gli insegnanti in questi anni hanno risposto benissimo al nostro progetto. Con il concorso “Enzimi di Pace” abbiamo raccolto migliaia di disegni, favole e cortometraggi sul tema della pace, realizzati dai bambini delle scuole in Italia e in altri paesi del Mediterraneo.

Potete vedere una parte di questi lavori nella gallery del sito www.lascuoladipace.org.

Un generale americano alla fine della II guerra mondiale disse che l’umanità si è molto evoluta per quanto riguarda la guerra (armi e sistemi di difesa sempre più all’avanguardia, missili ecc), ma poco riguardo alla pace.

John Lennon che diceva “Se vuoi promuovere la pace, devi venderla come se fosse sapone. I media ci sbattono continuamente la guerra in faccia …sempre e continuamente guerra, guerra, guerra, uccidere, uccidere, uccidere. Così ci siamo detti: ‘Mettiamo in prima pagina un po’ di pace, pace, pace, tanto per cambiare’.”

C’è da chiedersi perché “la pace” non attragga investimenti al contrario della guerra, penso anche al business e al potere della lobby americana delle armi.

Che anni quelli di John Lennon e Yoko Ono! Allora si parlava e si viveva tanto il tema della Pace. Oggi invece siamo dominati dal tema dell’economia che sta distruggendo sempre di più le nostre relazioni umane, portandoci di fatto sempre più lontani da una soluzione condivisa, da un ABBRACCIO D’AMORE che è l’unico che può salvarci. Un’economia di Pace può esistere soltanto se l’economia attenua la sua volontà di dominazione di tutto l’esistente. Possiamo vivere bene tutti, livellare le differenze esistenti in ogni parte del Mondo se lo volessimo realmente. Cambiare questo “ordine di cose”, e quindi il sistema attuale, è alla nostra portata, e sarà un passaggio assolutamente nonviolento, basta solo deciderlo e così sarà. Nel frattempo però la nostra “indecisione” ci porta incontro a tutte le catastrofi umane e umanitarie che stiamo vivendo.

Tu hai parlato di disinnescare i motivi dei conflitti, cosa vicina al buddismo che parla di lavorare sulle cause. Cosa possiamo fare a riguardo noi adulti?

Per il Buddismo il tema della Pace è importantissimo. Lo è d’altronde anche per tutte le religioni mondiali e per tutte le filosofie. Tutti i grandi saggi hanno lavorato e promosso la Pace come unica soluzione positiva per l’umanità.
Le nostre azioni generano cause che poi diventano effetti e generano nuove cause e così via

Bisognerebbe fermarsi, osservare i colori dell’alba al mattino, oppure la luna che si rispecchia nel mare alla sera, correre con gioia in un campo di margherite, o respirare l’aria pura su di una montagna. Questo è quello che potremmo fare noi grandi per salvare il nostro Mondo.
Nel frattempo noi volontari continuiamo a correre per curare le ferite causate dalla nostra indecisione, per portare amicizia e soccorso dove si soffre per la guerra.

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